I Vidoniani

A V S I VIDONIANI A V S
Sono un gruppo di amici legati da comuni Esperienze professionali, un Unum Sentire Da valori e obbiettivi condivisi
Aptior Amm/ne al
Velocius Vostro
Servire Servizio

Art.98 costituzione “Al sevizio esclusivo della Nazione”

( Lo spirito di servizio è un dovere etico-giuridico )

Dott. Prof. S. Ch. 7/8/1924 – 20/5/2008

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Targa a Gaspari

A.V.S

A

R . E . M . O   G . A . S . P . A . R . I

Più volte M I N I S T R O DELLA F U N Z I O N E P U B B L I C A

Che riesumando in PALAZZO VIDONI la parola

P A T R I A

RIDIEDE AI SUOI FUNZIONARI L’ORGOGLIO DI ESSERE

AL SERVIZIO ESCLUSIVO DELLA NAZIONE

I V I D O N I A N I

CON VIVO RICORDO , STIMA ED AFFETTO

Art.98 Cost .I pubblici impiegati sono al sevizio esclusivo della NAZIONE

(il 20/5/2008 alle ore 15:53, a completamento di questa bozza di targa, si spegneva S. Ch. … con stimato ricordo i Suoi figli!)

La ballata del fannullone

PER. . . .COMINCIARE

Un pò di autoironia non guasta , giusto per cominciare !

Questa ballata è dedicata a tanti, forse troppi, che parlano e talora anche straparlano!

LA BALLATA DEL FANNULLONE

…e da quanno che Infelisi è incazzato

Li statali se stanno a piscià  sotto

Per fatto che ,così, tutto d’en botto,

l’orario deve da esse arispettato!

Addio a li belli giorni ,ormai svaniti,

quanno chè entravi in Ufficio a mezzogiorno

e,spaurito ,t’arriggiravi attorno,

perchè, a quell’ora, l’artri ereno usciti !

Scordate le giornate ,ormai lontane,

quanno ,seduto ne la scrivania,

te facevi na ,pennica, pe via

chè eri rimasto solo come un cane !

ao uno stava in licenza ; n’artro male;

n’artro s’era dovuto caccià ‘n dente ;

n’artro ancora , che nun c’aveva gnente,

dovea portà  er nonno a l’ospedale;

Chi ciaveva ‘n battesimo ar paese ,

e doveva assentasse quarche giorno

chi te spariva , ma pè fà aritorno

sortanto ar ventisette d’ogni mese…

Addio a li giorni che portrivi a letto

Pe via che fora c’era tramontana…

D’ora inanzi , mannaggia a la puttana,

puro d’annà  in Ufficio sei costretto !

E quer Carabiniere sur portone ,

che pija er nome e poi segna er ritardo,

te tratta senza er minimo ariguardo,

e senza avecce un pò di comprensione !

T’obbliga a fà ‘na vita de strapazzo

Pe tutti i giorni messi ‘n calendario

A arzatte presto ‘a arispettà  l’orario

Puro si poi in Ufficio nun fai un cazzo!!!

NB Ho trovato La BALLA TA sotto una montagna di mie vecchie carte Ringrazio l’ ignoto autore per l’amara attualità  dei suoi versi ! Però non si generalizzi,per carità !

Ma chiediamoci : a chi è addebitabile il triste … PURO SI POI ..NUN FAI… dell’ultimo verso della Ballata?

A) Ai politici che non sanno governare per progetto-obbiettivi o che non sanno indicarli con chiarezza organicità ,compiutezza e tempestività ? Che non danno le necessarie direttive e non indicano le priorità nella concorrenza fra più obbiettivi?

B) Ai Dirigenti che non sanno organizzare le risorse occorrenti per il tempestivo ed esaustivo perseguimento di quegli obbiettivi e o che non sanno motivare, in funzione di essi , i propri collaboratori ; o che hanno pure rinunciato al loro fondamentale ruolo di raccordo naturale fra politica e amministrazione schiacciati dalle troppe interferenze?

C) O agli stessi bistrattati “fannulloni” ai quali è stato negato l’orgoglio di sentirsi “servitore esclusivo della Nazione” e “protagonista del buon andamento della Pubblica Amministrazione” ? O che non hanno saputo assimilare lo Spirito di Servizio?

O anche perchè forse nessuno glielo ha mai insegnato?

Troppi errori sono stati commessi ! Troppi hanno sottovalutato , dimenticato o tentato anche di distruggere il valore formativo e morale dell’ art. 98 della Costituzione ! Che deve essere alla base di ogni comportamento degli operatori della P.A. ! E non è poco. A proposito che cosa ne della Nazione al cui servizio esclusivo sono posti tali fannulloni ?

Un vecchio Vidoniano 1 maggio 2008

Per una nuova Amministrazione Pubblica!

Parlando di Riforma della Pubblica Amministrazione ,si pone spesso l’accento ( da parte di studiosi , di opinionisti e non solo ,talvolta anche straparlando e mettendo tutti in un fascio ), sui “fannulloni” di Jachino e sugli inefficienti ed improduttivi di Montezemolo!

E’ necessario partire anzitutto , come premessa naturale , da alcune elementari considerazioni sui contenuti di alcuni articoli della nostra Costituzione, sul loro valore , sulla loro portata e su un loro logico collegamento o connessione , anche se a prima vista sembrerebbero del tutto scollegati.

Sono articoli in cui si fa riferimento , più o meno esplicitamente , e con sfumature diverse,al termine Nazione , al suo concetto, e quindi ai relativi contenuti.

Andiamo, grezzamente , per ordine numerico

All’art.9 , per cominciare ,si fa obbligo espressamente alla Repubblica di tutelare il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione .. .

All’art. 16 poi si parla propriamente di territorio nazionale ,e cioè della Nazione . ( nella fattispecie si sarebbe più propriamente potuto parlare di territorio della Repubblica , come si fa nell’ultimo comma ,o anche di Paese !)

All’art.67 viene proclamato solennemente che ogni Membro del Parlamento rappresenta la Nazione.

All’art.87 viene sancito che il Capo dello Stato rappresenta la unità nazionale , e cioè l’Unità della Nazione.,

All’art.98 infine viene altresì proclamato e sancito che i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione !

Una prima considerazione : Quale il reale contenuto ,quale il valore e la portata dell’art.98 della Costituzione ?

Quale la importanza e la rilevanza di una necessaria e specifica formazione degli operatori della P.A. e di una conseguente applicazione concreta e razionale in funzione del servizio esclusivo della Nazione?

Quanti hanno fatto caso o notato che grazie alla portata dell’art.98 della Costituzione i pubblici impiegati, pur nelle differenti funzioni , sono posti moralmente ed operativamente , di fronte alla Nazione e in funzione di Essa e della necessità della sua esistenza , sullo stesso piano dei Parlamentari eletti che LA rappresentano ( art.67 ,) ,del Capo dello Stato che NE rappresenta l’Unità , e NE è quindi il Supremo Garante, ( art.87 ) ; costituendo in tal modo tre fondamentali cardini della vita della Comunità nazionale, insieme con loro , i pubblici impiegati , che NE sono i Servitori Esclusivi?

Ci deve essere allora un perchè se i Padri Costituenti hanno sanzionato un tale collegamento funzionale ( il Supremo Garante , il PopoloSovrano. I Servitori Esclusivi ) dandogli rilievo costituzionale e pari dignità!

MA ALLORA COSA E “NAZIONE”?

Tentiamone un primo approccio .

Nel termine Paese , a mio modesto parere ,emerge una accezione di natura geo-politica : Territorio, Popolazione, Ordinamento .

Nel termine NAZIONE credo emerga invece una accezione molto più vasta e penetrante, di natura socio-politica .

Nella Costituzione , lo abbiamo notato , viene usato , il termine NAZIONE , all’art.9 per affermare che la Repubblica tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione ; all’art.67 per proclamare che i Membri del Parlamento rappresentano la Nazione ; all’art. 87 che il Capo dello Stato rappresenta l’ UNITA’ NAZIONALE e cioè della NAZIONE

Emerge quindi essenzialmente da quanto sopra che è il POPOLO , non la popolazione , che sta al centro del concetto di Nazione .
E’ il Popolo : quale soggetto titolare , nel suo perenne divenire , nel suo passato , nel suo presente , nel suo futuro ,di un complesso patrimonio storico, linguistico,culturale ,artistico, religioso , ambientale , di quel complesso di tradizioni che lo caratterizzano e che fanno sì che Esso Popolo sia quel Popolo e non altri ; ma che è anche ed insieme titolare e portatore di un complesso di bisogni e di frustrazioni , di speranze, di esaltazioni e di aspirazioni che ne scandiscono il perenne divenire !

Tutto questo è NAZIONE e tutto questo e ciò al cui servizio esclusivo sono posti , e debbono provvedere con il loro impegno lavorativo quotidiano, gli Impiegati Pubblici ,esaltando il loro Spirito di Servizio ed essendone anche orgogliosi

Alcune idee per talune iniziative di riforma della P.A.

Alcune idee per talune iniziative di riforma della P.A.

Se è ancora valido il principio scolastico secondo cui le norme costituzionali si distinguono in precettive e programmatiche , onde fu possibile la definizione bizantina che ritenne precettiva la prima metà dell’art.40 Cost. ( Il diritto di sciopero si esercita ) e programmatica la seconda parte

( nell’ambito delle leggi che lo regolano ) , allora è opportuno far ricorso a un tale aureo principio per superare in parte il paludoso iter delle riforme costituzionali e i suoi mille trabocchettii non solo di tempi e di iter , affidandosi il più possibile a leggi ordinarie che hanno almeno il pregio di una maggiore immediatezza di approvazione e attuazione.

Facciamo alcuni esempi

Pregiudiziale è intanto chiarire in ogni caso con legge che cosa significa Nazione . E se ha lo stesso significato , se cioè è sempre la stessa Nazione quando si riferisce al Capo dello Stato (art. 87) , ai membri del Parlamento ( art. 67 ) , ai pubblici impiegati ( art. 98 ) o al suo Patrimonio ( art. 9 ). Forse si supererebbero tanti gratuiti e farisaici equivoci ! E se , in ogni caso , Nazione è cosa diversa da Paese !

Riferiamoci tanto per cominciare ad alcuni specifici articoli della Costituzione.

Art.5 Il più ampio decentramento amministrativo :

Si cominci con il chiarire espressamente che l’adeguamento dei metodi “ alle esigenze della autonomia e del decentramento “ debba sempre ispirarsi al principio di sussidiarietà secondo cui : “ Come non è lecito sottrarre agli individui ciò che essi possono compiere con le loro forze e di loro iniziativa per trasferirlo alla comunità, così è ingiusto affidare ad una maggiore e più alta società quello che le minori e inferiori comunità possono fare. L’oggetto naturale di qualsiasi intervento della società è quello di aiutare ( subsidium afferre ) le membra del corpo sociale , non già di distruggerle. “ ( Quadragesimo anno )

Si pensi a quante profonde innovazioni si potrebbero dar vita applicando razionalmente un tale principio in una nuova organizzazione dello Stato , sia in direzione Stato-Regioni-Comuni, sia in direzione Pubblico-Privato !

Art. 92 Nomina dei Ministri e del Presidente del Consiglio dei Ministri

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio e su proposta di questi i Ministri.

Con legge ordinaria venga chiarito il valore politico, i contenuti e le modalità della PROPOSTA , ( che presuppone una previa valutazione ed una scelta da un lato ; ed una adesione e una dichiarazione di fedeltà dall’altro ) e che perciò lega fiduciariamente ogni singolo Ministro al suo Presidente del Consiglio. che è il Capo dell’esecutivo e quindi del Governo ; al quale Governo nel suo complesso è prevista la fiducia o sfiducia delle Camere. Se viene meno il vincolo di fiducia tra Ministro e il suo Presidente ( che lo ha prescelto e perciò proposto), è a questi che spetta la dichiarazione di sfiducia e con essa il conseguente scioglimento del vincolo, la revoca e la destituzione dall’incarico! E’ una soluzione logica oltre che ragionevole , e decisamente funzionale! Si consentirebbe di superare il ricorso a tante teatrali soluzioni ,che spesso hanno il sapore della ipocrisia .

Art. 95 La politica del Governo e le sue funzioni

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

n dirige la politica generale del Governo ,

n mantiene l’unità di indirizzo politico e amministrativo

n promuovendo e coordinando l’attività dei Ministri.

Si affidi alla Legge ordinaria chiarire il senso politico e giuridico della cosiddetta attività di direzione generale della politica del Governo e cioè del Paese, di tutto il Paese , e di promozione e coordinamento delle attività dei vari Ministri oltre che del mantenimento della UNITARIETA’ della politica generale..

Si chiarisca insieme che l ‘unità di indirizzo politico si riferisce insieme a tutte le strutture in cui si articola e si organizza lo Stato. Centrale e Locale ( anche con riferimento quindi all’attuazione degli art. 117 e seguenti della Costituzione , comprese le norme sul federalismo fiscale !. )

.

Art.95 comma terzo Ordinamento dei Ministeri : Numero,attribuzioni , organizzazione dei Ministeri .E della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E’ gia previsto che vi debba provvedere la Legge ordinaria. Per intanto occorre anzitutto sancire formalmente la distinzione classica che individua i Ministeri in

  • a ) Ministeri di mantenimento e d’ordine
  • b ) Ministeri economici
  • c ) Ministeri di benessere .

Avremmo così

a )

  • 1) – Interni ,
  • 2) – Giustizia ;
  • 3) – Difesa ,
  • 4) – Esteri

b) economici : ripartibili , occorrendo , eventualmente in

  • 5) – Entrate ( Finanze : reperimento delle risorse ) ,
  • 6) – Spese (Tesoro : pianificazione e ripartizione delle risorse ) e volendo anche in
  • 7) – Programmazione;( pianificazione, coordinamento, controllo, verifica degli investimenti e dei risultati)

c) a questi, massimo sette , “ Ministeri di Gabinetto “, si potrebbe aggiungere ad esempio un

  • 8 ) -“Grandi infrastrutture“ ( progettazione, coordinamento, controllo e verifica delle grandi opere ).

All’occorrenza se ne potrebbe creare qualche altro ancora , di volta in volta però , temporaneo e di scopo o di progetto-obbiettivo ( Ministeri di missione ) in funzione di precise scelte politiche – programmatiche fatte dal Governo secondo specifiche motivate esigenze di interventi diretti , da sopprimere al raggiungimento degli obiettivi per cui furono istituiti . .

Soprattutto se il Governo sceglie , come metodo di lavoro , quello di governare per precisi PROGETTI OBBIETTVO , dai contenuti e limiti , anche temporali , predefiniti.

Rimangono tutti gli altri attuali Ministeri cosiddetti di BENESSERE ( finora previsti come Ministeri autonomi con portafoglio, che verrebbero soppressi come ministeri dello Stato Centrale ( Sanità, Istruzione, Pesca , Agricoltura ,Ambiente , Industria ,Artigianato , Lavoro etc.). le cui competenze e attribuzioni o rientrano fra quelle già devolute alle Regioni direttamente dalla Costituzione o che si possono totalmente decentrare ad esse dallo Stato centrale, secondo previsione costituzionale ,.e con maggiore razionalità e funzionalità.

E questo nello spirito e secondo il principio della SUSSIDIARIETA’.intesa ad avvicinare il più possibile i sevizi dello Stato, Centrale e Locale , ai suoi Cittadini-Utenti!

Si rende allora del tutto necessario dare attuazione alla funzione costituzionale , prevista in capo al Governo nazionale, della direzione della politica generale , e quindi dell’indirizzo politico , della promozione e del coordinamento amministrativo. E del controllo e della verifica , come coronamento e completamento della funzione di Governo.

Strumenti organici sarebbero a tal fine i DIPARTIMENTI di indirizzo e coordinamento ( da affidare a ministri senza portafoglio o a Vice-Ministri o anche a Sottosegretari ) ,quali articolazioni strutturali della Presidenza del Consiglio dei Ministri( in cui si sintetizza e si concretizza il Governo nazionale ) , in numero variabile secondo le esigenze operative e organizzative e secondo la stessa previsione costituzionale sull’ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In tal modo i Ministri di Gabinetto , di missione e quelli senza portafoglio ( preposti ai Dipartimenti ) ,non dovrebbero superare complessivamente le 12/ 15 unità .

Art. 97 Buon andamento e imparzialità .Competenze, attribuzioni,responsabilità dei funzionari ..

Ma mentre , come ci diceva M.S. Giannini , si sono scritti volumi sulla imparzialità , poco si è detto relativamente sul buon andamento Si vuole formalmente affrontare una buona volta e seriamente il tema del “ buon andamento “ ? Chiarirne anzitutto il significato vero di esso ? In che cosa consista , quali i limiti e i contenuti ?. Come si realizza , come si misura , si controlla e come si premia ? E come si sanziona l’andamento “ non buono “ ? Come interferisce con le innovazioni tecnologiche ?

Non è cosa da poco : qui si tratta di affrontare nel profondo il tema della efficienza e della efficacia dell’azione della P.A.; della sua produttività e della economicità della sua gestione ; della produttività e della meritocrazia ; dei doveri e non solo dei diritti degli operatori della P.A.; dei premi mirati legati alla produttività effettiva a risultato raggiunto e non a pioggia ; della effettiva responsabilità derivante dall’operato degli addetti !

E soprattutto della esigenza di chiarire una buona volta il concetto di “ funzionari “ e della loro classificazione . Ma chi sono questi FUNZIONARI ? Che fanno, come si distinguono , come si articolano o che cosa dovrebbero fare ? Come dare effettiva attuazione all’ O.d.G. del Senato che parlava di “ ampi poteri decisionali “per i dirigenti ? ( vedi odg Senato 26 giugno 1980 ) E non soltanto di quelli delle amministrazioni statali , ma anche di quelli delle autonomie locali ,che sono a più diretto contatto con i Cittadini, con gli Utenti della P.A. !

E anche della loro tutela e protezione dalle interferenze, di qualsiasi tipo di interferenza ( dei sindacati , delle lobbies , politiche proprie e improprie, come Gabinetti e Segreterie di vario genere o perfino dagli stessi uomini politici etc ) che potrebbero condizionarne l’autonoma ed efficace conduzione della gestione da parte delle strutture amministrative ( ponendo fine finalmente al disastroso fenomeno tanto diffuso delle cosiddette cogestioni irresponsabili )!

E allora quali le competenze ,le attribuzioni , le responsabilità loro proprie e di che cosa ? e come individuarle e da chi? Con quali conseguenze? Al fine anche di ovviare finalmente alle suddette “ cogestioni irresponsabili “ !

E allora , dopo la loro non equivoca individuazione , è doveroso sancire prima di tutto e per legge inequivoca appunto, la NETTA SEPARAZIONE

a ) tra la sfera delle scelte politiche ( individuazione degli obbiettivi e dei tempi ,delle disponibilità finanziarie, della emanazione delle direttive generali e di massima per il loro raggiungimento, della scelta delle priorità nella concorrenza fra più obbiettivi ; della vigilanza e della verifica dei risultati e della loro proficuità) ;

b ) e per contro , la sfera delle scelte sulla organizzazione e la gestione ( scelte operative , che spettano ai Dirigenti ) di tutte le risorse occorrenti per il raggiungimento degli obbiettivi già programmati indicati in sede politica ( risorse umane anzitutto, finanziarie ,strumentali , ma anche procedimentali , perché anche il procedimento è una risorsa flessibile per una corretta , tempestiva ed esaustiva gestione del programma , con costi non sempre facilmente individuabili e quantificabili in tempo e denaro ; e inoltre vigilanza in corso d’opera e occorrendo correzione di rotta; responsabilità della gestione).

. Sarà così necessario regolamentare equamente il giudizio sulla responsabilità gestionale , pena il licenziamento , dei Funzionari ( che è cosa diversa ovviamente dalla responsabilità amministrativa -contabile, oltre che di quella penale o civile ,che sono cosa totalmente diversa ! ) affidando ad un organo terzo imparziale , super partes ,sia il relativo procedimento di accusa che quello di difesa , in caso di contestazioni formali da parte dei responsabili politici ,per il mancato o deficitario raggiungimento degli obbiettivi !.

Occorre sintetizzare le funzioni dei “ funzionari “ in quelle di

a) funzioni di direzione, per cui essi sono preposti alle maggiori unità organiche delle Amministrazioni , sono titolari della loro gestione e ne emanano gli atti esecutivi ( discrezionali, vincolati ed anche definitivi secondo la loro natura giuridica )

b) di consulenza propositiva ( secondo cui essi sono i massimi esperti del settore in cui operano : cesserebbe così il malcostume delle cosiddette , pletoriche consulenze esterne )

c) di vigilanza e costante controllo sull’attuazione del programma in corso d’opera e sulla proficuità dei risultati conseguiti ( funzione di monitoraggio )..

.

Art. 98 Il servizio esclusivo della Nazione.

Va assolutamente chiarito che cosa significa “ servizio esclusivo della Nazione“ : lo spirito di servizio è uno specifico diritto-dovere etico-giuridico dei pubblici dipendenti ? Quali effetti produce su tale diritto-dovere la cosiddetta privatizzazione del rapporto di lavoro? In che cosa consiste ?

E poi perché il servizio esclusivo va riferito alla Nazione ? ( vedi sopra sul significato di Nazione ) e non invece al Governo o all’Amministrazione ? Non è il caso, a questo punto , di chiarirne bene i relativi contenuti e i limiti ?

Siamo comunque di fronte all’annoso e spinoso problema del delicato rapporto fra politica e amministrazione ! Per cui è bene chiarire quale senso dare correttamente alla definizione del Senato che proclamava il Dirigente, nell’o.d.g. citato , “ raccordo naturale tra politica e amministrazione ? E come si rapporta lo spirito di servizio esclusivo della Nazione con quello di raccordo naturale con la politica o ancora con il classico dovere della “ fedeltà “ al superiore gerarchico , che ovviamente la cosiddetta privatizzazione non può aver superato e negato ?! E come si rapporta con il cosiddetto Spoils System ? E’ consentibile un concetto proprietario dei pubblici dipendenti nei confronti del potere politico o di una loro semplice sudditanza ?

Si tenga presente che , come ha già osservato saggiamente un politico di lungo corso, che molto probabilmente ,se fosse già stato adottato il criterio di separazione su illustrato, Mani Pulite non sarebbe stato così virulento!

Sono solo alcune prime idee, su cui vi prego di riflettere ,semplicemente e senza pregiudizi pensando effettivamente all’interesse della Nazione e del Cittadino che in essa si sostanzia ! E ad una corretta formazione , quasi religiosa ,quanto meno dei Dirigenti allo spirito di servizio esclusivo della Nazione !

Grazie! Ma credo che sia tutto qui effettivamente “ il Cuore “ della Riforma della P.A.!

Almeno , io penso! E come me , tanti altri ancora !

Ai vecchi Vidoniani : Un appello ed una preghiera!

Più volte mi sono detto : ma chi te lo fa fare ? E’ come combattere contro i mulini a vento!

E’ vero ; goditi la pensione ed i nipotini !

Ma poi prende il sopravvento , su ogni tipo di sentimento ,compresa la paura di cadere anche nel ridicolo del protagonismo , quello spirito di appartenenza che fa rivivere in me , come credo anche in tutti voi,quelle iniziative,attività ,passioni,proponimenti,che hanno segnato un momento rilevante ,nel bene e nel male,della nostra vita di uomini e di funzionari, specie se poi, di quel particolare Ufficio che è stato il Dipartimento della Funzione Pubblica , erede dei vari Uffici per la Riforma.

Ed in effetti , se ci pensiamo bene , siamo stati forse protagonisti, a volte anche inconsapevoli ed involontari, di un momento che ha segnato una svolta veramente innovativa nella storia della Pubblica Amministrazione !

Deve perciò essere motivo di orgoglio per tutti noi l’essere stati partecipi, pur nei diversi ruoli, parte attiva di quel periodo e di quella cultura : di essere stati e di essere VIDONIANI !

Ed è ancora per questo che dovremmo sentirci tuttora legittimati ad intervenire con spirito critico e propositivo insieme , ma anche con sincera umiltà, nel dibattito per una nuova Amministrazione Pubblica . Con lo steso entusiasmo che caratterizzò allora la nostra presenza in Palazzo Vidoni …
Per riprendere ora , ove possibile , quelle iniziative e quei dibattiti, quelle speranze e forse anche quei sogni.! Basterebbe riandare alle tappe più significative ed incisive di quel periodo! Ne ricordiamo alcune ?

IL RAPPORTO GIANNINI SUI PRINCIPALI PROBLEMI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE : una impietosa radiografia della P.A. ed un spinta vigorosa per azioni e sviluppi futuri . Tuttora valido ancora ,nonostante tutto!

LA LEGGE QUADRO SUL PUBBLICO IMPIEGO la negoziazione collettiva nel settore del pubblico impiego ,in un quadro di democrazia partecipativa , e di progressivo allineamento degli ordinamenti e dei trattamenti delle diverse Pubbliche Amministrazioni , ma anche nei confronti con il settore privato. E’, nei fatti , anche un primo esperimento , rimasto anche il solo , io credo ,di attuazione dell’art.39 della Costituzione

LA DIRIGENZA STATALE Il vero cuore della riforma ! Il generoso tentativo di regolamentare il delicato rapporto fra Politica ed Amministrazione ; codificando la separazione fra scelte e decisioni politiche sugli obbiettivi proprie dei Politici e le scelte e decisioni operative sulla organizzazione delle risorse ( Umane,finanziarie,strumentali ed anche procedimentali ) per il perseguimento degli obbiettivi programmati, e nei tempi programmati proprie dei Dirigenti ., Ed insieme la previsione, in capo ai Dirigenti , della responsabilità gestionale ,per dar conto dei risultati della gestione e della sua proficuità.

LA MISURAZIONE DEL LAVORO E DELLA PRODUTTIVITA’

Una autentica rivoluzione: operare per progetti-obbiettivo, avviando a tal fine appositi progetti sperimentali, come ad esempio “Il progetto efficienza P.A. Milano” e quello denominato “Lo Sportello del Cittadino”. E come non ricordare l’avvio ,sul piano propositivo e metodologico, ai fini sperimentali ed applicativi, il complesso “Progetto F.E.P.A” ,o quello proposto da AREA ,e ancora il domestico “Progetto SOLI” ?

L’INFORMARICA NELLA P.A. Un modo nuovo e diverso di organizzarsi , interagire ed operare più rapido e incisivo ! Ed allora non c’era ancora Internet e si vagheggiava una mega rete delle reti da costruire ad hoc!

O ancora l’aver posto l’accento sulla CENTRALITA’ DEL CITTADINO che grazie all’espediente della autocertificazione ( nobile intuizione per la sua semplice realizzazione ) scopre che il Cittadino è al centro dell’attività della P.A. e che non può essere più considerato suddito, superando così un atavico sospetto nei rapporti fra P.A. e Cittadino !!

O ancora gli studi e i tentativi di attuazione della QUALIFICA FUNZIONALE , o lo scambio di studi e di esperienze con altri Paesi o di tante altre qualificanti iniziative su ui non sarebbe superfluo soffermarsi e riflettere .
E’ un ricco patrimonio comune da ricordare , da tramandare e da non disperdere ! O vogliamo rinunciare a dire ancora la nostra ?

Ecco anche il perchè di questa iniziativa aperta ad un dibattito sereno ! CH

Lettera … sull’art.98 della Costituzione

Egregio Onorevole,

Questa mia finirà come tante altre nel mucchio e sarà cestinata dai suoi collaboratori !Pazienza !

Ma se per avventura Lei avesse qualche minuto per darvi un’occhiata , lo faccia tenendo presente che chi scrive ( ormai ultraottantenne ) ha già dedicato gli anni più belli della sua vita umana e professionale al servizio …. diciamo pure dello Stato! E quindi non ha più nulla da chiedere .

Tutti i partiti hanno già presentato il loro programma e le prime ovvie critiche dei grandi opinionisti sono state appunto una ovvietà: ma con quali mezzi finanziari ?

Io dico molto più semplicemente e modestamente : ma con quali strutture e di che tipo e soprattutto con quali uomini ? Nell’unito allegato espongo anche talune semplici idee.

Finora abbiamo solo sentito straparlare dei “ fannulloni “ di Jachino e degli improduttivi di Montezemolo .

A nessuno è venuto in mente , politico e non , che esiste da sempre un articolo 98 della Costituzione cui dare ancora attuazione e che pone i pubblici dipendenti “ al servizio esclusivo della Nazione “ ( art. 98 ) , mettendoli moralmente , nel Sistema Italia , allo stesso livello degli Eletti che rappresentano la Nazione ( art.67 ) e del Capo dello Stato che rappresenta l “ Unità Nazionale “ (art. 87 ) , quasi fossero i tre cardini della nostra vita di Comunità nazionale!

Ci deve essere allora un perchè se i Padri Costituenti hanno sanzionato un tale parallelismo dando ad esso rilievo costituzionale !

Eppure nessuno mai si è fatto carico di dare un qualche preciso significato al dettato costituzionale dell’art.98 , ignorando, forse incolpevolmente , che sono loro , i tanto bistrattati pubblici dipendenti , il CUORE essenziale di ogni riforma , e che è grazie al loro impegno e alla loro dedizione professionale , se le riforme possono concretamente realizzarsi e se il Sistema Italia può effettivamente funzionare , con efficienza ,efficacia ed economicità, e in termini di tempestività ed esaustività per i Cittadini !.

Si dia allora significato reale e consistenza contenutistica “ al servizio esclusivo della Nazione “ ridando , a tutti i Pubblici Dipendenti ( tutti ,nessuno escluso ) , ma soprattutto ai Dirigenti , il senso religioso del loro lavoro e del loro impegno professionale , servizio esclusivo appunto , e l’orgoglio e la dignità insieme di servire non il Paese o le fazioni politiche , ma la NAZIONE .

E’ questo infatti un fondamentale discorso di contenuto etico–giuridico , che anzitutto pone in risalto la esigenza primaria di una specifica formazione e di una precipua coscienza professionale e comportamentale dei dipendenti pubblici finalizzate a tale tipo di servizio .

Se non si ha il coraggio di esaltare un tale essenziale principio etico-giuridico , e non c’è la volontà di realizzarlo in una specifica formazione e nei conseguenti puntuali comportamenti operativi dei funzionari, si rischia di predicare al vento e di costruire sulla sabbia ogni tipo di riforma ,anche la migliore.

Ho esposto quello che sentivo di dire, senza avere la pretesa di insegnare nulla a nessuno , ma fidando nella vostra comprensione e sensibilità per un futuro migliore della nostra Nazione !

Santo Ch (27/04/2008)