La riforma della Pubblica Amministrazione

Se ne parla da oltre mezzo secolo: con alterne vicende . Ed anche oggi . domina nei programmi dei Governi.

Ma con una prevalenza di mentalità ingegneristica: Che tuttavia non guasta!

Trascurando o sottovalutando che , forse e senza forse , due sono però le premesse essenziali per una valida ed efficace riforma :

a) il valore formativo ,e la necessità di una apposita formazione ad hoc,degli operatori del sevizio esclusivo della Nazione , tipico ed esclusivo dei Pubblici Dipendenti;(art.98 Cost.)

b) la necessità di una chiara regolamentazione del “ cosiddetto raccordo naturale fra Politica ed Amministrazione “ ( l’annosa questione del rapporto tra politica ed amministrazione ) e cioè di una chiara distinzione fra chi fa scelte politiche e decide sui programmi e sugli obbiettivi e i tempi e chi invece fa scelte operative e decide sull’organizzazione delle risorse per raggiungere quegli obbiettivi e ne sopporta le conseguenze ( responsabilità gestionale )

La premessa essenziale , il cuore della riforma, sine qua non, sta tutta qui.:sulla concreta realizzazione di questi due fattori essenziali per una vera ed efficace riforma

Santo Ch 5/5/2008

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Ai vecchi Vidoniani : Un appello ed una preghiera!

Più volte mi sono detto : ma chi te lo fa fare ? E’ come combattere contro i mulini a vento!

E’ vero ; goditi la pensione ed i nipotini !

Ma poi prende il sopravvento , su ogni tipo di sentimento ,compresa la paura di cadere anche nel ridicolo del protagonismo , quello spirito di appartenenza che fa rivivere in me , come credo anche in tutti voi,quelle iniziative,attività ,passioni,proponimenti,che hanno segnato un momento rilevante ,nel bene e nel male,della nostra vita di uomini e di funzionari, specie se poi, di quel particolare Ufficio che è stato il Dipartimento della Funzione Pubblica , erede dei vari Uffici per la Riforma.

Ed in effetti , se ci pensiamo bene , siamo stati forse protagonisti, a volte anche inconsapevoli ed involontari, di un momento che ha segnato una svolta veramente innovativa nella storia della Pubblica Amministrazione !

Deve perciò essere motivo di orgoglio per tutti noi l’essere stati partecipi, pur nei diversi ruoli, parte attiva di quel periodo e di quella cultura : di essere stati e di essere VIDONIANI !

Ed è ancora per questo che dovremmo sentirci tuttora legittimati ad intervenire con spirito critico e propositivo insieme , ma anche con sincera umiltà, nel dibattito per una nuova Amministrazione Pubblica . Con lo steso entusiasmo che caratterizzò allora la nostra presenza in Palazzo Vidoni …
Per riprendere ora , ove possibile , quelle iniziative e quei dibattiti, quelle speranze e forse anche quei sogni.! Basterebbe riandare alle tappe più significative ed incisive di quel periodo! Ne ricordiamo alcune ?

IL RAPPORTO GIANNINI SUI PRINCIPALI PROBLEMI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE : una impietosa radiografia della P.A. ed un spinta vigorosa per azioni e sviluppi futuri . Tuttora valido ancora ,nonostante tutto!

LA LEGGE QUADRO SUL PUBBLICO IMPIEGO la negoziazione collettiva nel settore del pubblico impiego ,in un quadro di democrazia partecipativa , e di progressivo allineamento degli ordinamenti e dei trattamenti delle diverse Pubbliche Amministrazioni , ma anche nei confronti con il settore privato. E’, nei fatti , anche un primo esperimento , rimasto anche il solo , io credo ,di attuazione dell’art.39 della Costituzione

LA DIRIGENZA STATALE Il vero cuore della riforma ! Il generoso tentativo di regolamentare il delicato rapporto fra Politica ed Amministrazione ; codificando la separazione fra scelte e decisioni politiche sugli obbiettivi proprie dei Politici e le scelte e decisioni operative sulla organizzazione delle risorse ( Umane,finanziarie,strumentali ed anche procedimentali ) per il perseguimento degli obbiettivi programmati, e nei tempi programmati proprie dei Dirigenti ., Ed insieme la previsione, in capo ai Dirigenti , della responsabilità gestionale ,per dar conto dei risultati della gestione e della sua proficuità.

LA MISURAZIONE DEL LAVORO E DELLA PRODUTTIVITA’

Una autentica rivoluzione: operare per progetti-obbiettivo, avviando a tal fine appositi progetti sperimentali, come ad esempio “Il progetto efficienza P.A. Milano” e quello denominato “Lo Sportello del Cittadino”. E come non ricordare l’avvio ,sul piano propositivo e metodologico, ai fini sperimentali ed applicativi, il complesso “Progetto F.E.P.A” ,o quello proposto da AREA ,e ancora il domestico “Progetto SOLI” ?

L’INFORMARICA NELLA P.A. Un modo nuovo e diverso di organizzarsi , interagire ed operare più rapido e incisivo ! Ed allora non c’era ancora Internet e si vagheggiava una mega rete delle reti da costruire ad hoc!

O ancora l’aver posto l’accento sulla CENTRALITA’ DEL CITTADINO che grazie all’espediente della autocertificazione ( nobile intuizione per la sua semplice realizzazione ) scopre che il Cittadino è al centro dell’attività della P.A. e che non può essere più considerato suddito, superando così un atavico sospetto nei rapporti fra P.A. e Cittadino !!

O ancora gli studi e i tentativi di attuazione della QUALIFICA FUNZIONALE , o lo scambio di studi e di esperienze con altri Paesi o di tante altre qualificanti iniziative su ui non sarebbe superfluo soffermarsi e riflettere .
E’ un ricco patrimonio comune da ricordare , da tramandare e da non disperdere ! O vogliamo rinunciare a dire ancora la nostra ?

Ecco anche il perchè di questa iniziativa aperta ad un dibattito sereno ! CH

Lettera … sull’art.98 della Costituzione

Egregio Onorevole,

Questa mia finirà come tante altre nel mucchio e sarà cestinata dai suoi collaboratori !Pazienza !

Ma se per avventura Lei avesse qualche minuto per darvi un’occhiata , lo faccia tenendo presente che chi scrive ( ormai ultraottantenne ) ha già dedicato gli anni più belli della sua vita umana e professionale al servizio …. diciamo pure dello Stato! E quindi non ha più nulla da chiedere .

Tutti i partiti hanno già presentato il loro programma e le prime ovvie critiche dei grandi opinionisti sono state appunto una ovvietà: ma con quali mezzi finanziari ?

Io dico molto più semplicemente e modestamente : ma con quali strutture e di che tipo e soprattutto con quali uomini ? Nell’unito allegato espongo anche talune semplici idee.

Finora abbiamo solo sentito straparlare dei “ fannulloni “ di Jachino e degli improduttivi di Montezemolo .

A nessuno è venuto in mente , politico e non , che esiste da sempre un articolo 98 della Costituzione cui dare ancora attuazione e che pone i pubblici dipendenti “ al servizio esclusivo della Nazione “ ( art. 98 ) , mettendoli moralmente , nel Sistema Italia , allo stesso livello degli Eletti che rappresentano la Nazione ( art.67 ) e del Capo dello Stato che rappresenta l “ Unità Nazionale “ (art. 87 ) , quasi fossero i tre cardini della nostra vita di Comunità nazionale!

Ci deve essere allora un perchè se i Padri Costituenti hanno sanzionato un tale parallelismo dando ad esso rilievo costituzionale !

Eppure nessuno mai si è fatto carico di dare un qualche preciso significato al dettato costituzionale dell’art.98 , ignorando, forse incolpevolmente , che sono loro , i tanto bistrattati pubblici dipendenti , il CUORE essenziale di ogni riforma , e che è grazie al loro impegno e alla loro dedizione professionale , se le riforme possono concretamente realizzarsi e se il Sistema Italia può effettivamente funzionare , con efficienza ,efficacia ed economicità, e in termini di tempestività ed esaustività per i Cittadini !.

Si dia allora significato reale e consistenza contenutistica “ al servizio esclusivo della Nazione “ ridando , a tutti i Pubblici Dipendenti ( tutti ,nessuno escluso ) , ma soprattutto ai Dirigenti , il senso religioso del loro lavoro e del loro impegno professionale , servizio esclusivo appunto , e l’orgoglio e la dignità insieme di servire non il Paese o le fazioni politiche , ma la NAZIONE .

E’ questo infatti un fondamentale discorso di contenuto etico–giuridico , che anzitutto pone in risalto la esigenza primaria di una specifica formazione e di una precipua coscienza professionale e comportamentale dei dipendenti pubblici finalizzate a tale tipo di servizio .

Se non si ha il coraggio di esaltare un tale essenziale principio etico-giuridico , e non c’è la volontà di realizzarlo in una specifica formazione e nei conseguenti puntuali comportamenti operativi dei funzionari, si rischia di predicare al vento e di costruire sulla sabbia ogni tipo di riforma ,anche la migliore.

Ho esposto quello che sentivo di dire, senza avere la pretesa di insegnare nulla a nessuno , ma fidando nella vostra comprensione e sensibilità per un futuro migliore della nostra Nazione !

Santo Ch (27/04/2008)

Nasce la seconda Repubblica

NASCE VERAMENTE LA SECONDA REPUBBLICA . W LA COSTITUZIONE !

Mettiamo a confronto l’art. 1, comma secondo, della Costituzione e l’ art. 92, comma secondo, della stessa: “La Sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione“

Il Popolo esercita la sua Sovranità mediante il voto.Le Leggi elettorali regolamentano ,tra l’altro,detto esercizio.

Ora il Popolo si è espresso designando, tra molti altri , (rectius eleggendo) come Presidente del Consiglio dei Ministri il dott. Silvio Berlusconi, in una legittima competizione elettorale . Questo è pacifico e nulla al momento può cambiare una tale evidente incontrovertibile volontà del Popolo Sovrano.

Questo per quanto riguarda l’art 1 della Costituzione, che concerne l’esercizio della Sovranità Popolare.

Il Presidente della Repubblica pertanto non può che prendere atto, (anzi deve prenderne atto ), , del risultato delle elezioni; ed il suo potere di nomina, di cui all’art. 92 ( logico nel precedente assetto parlamentare ) deve oggi limitarsi a ciò, il che significa ancora che Egli, preso atto dell’esito delle elezioni, deve di conseguenza procedere alla emanazione di un semplice “atto dovuto“ di nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri , già eletto dal Popolo nell’esercizio delle sue prerogative sovrane.

Diventa perciò assolutamente superflua, (anzi illegittima) ,in questa fase , la ritualità della precedente prassi. A che servirebbe infatti il rito dell’ascolto in successione dei rappresentanti dei Partiti e dei relativi Gruppi parlamentari, degli ex-Presidenti della Repubblica e ancor più dei Presidenti delle Camere in scadenza? Una inutile gran perdita di tempo, quanto meno! Non è nemmeno ipotizzabile che il Presidente della Repubblica possa in qualche modo modificare, nel tempo rinviando o nella sostanza modificando, il verdetto delle elezioni e quindi della volontà espressa dal Popolo Sovrano nell’esercizio della sua Sovranità!

Questo per quanto riguarda l’art. 92,comma secondo circa i poteri del Capo dello Stato!

Ma c’è di più , sempre in applicazione dell’art. 92, secondo comma della Costituzione.

Il presidente della Repubblica nomina anche ,con separato atto amministrativo , i Ministri del nuovo Governo , però “ su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri“ il quale è già preesistente perché eletto dal Popolo e già nominato , con atto dovuto, prima di tali ulteriori nomine da parte del Presidente della Repubblica, che debbono avvenire su proposta ,che penso sia vincolante , del Presidente del Consiglio; salvo carenza di evidenti requisiti essnziali.

Ora la “proposta“ di cui è titolare il Presidente del Consiglio, presuppone che ,da parte di questi, e cioè del Presidente del Consiglio dei Ministri eletto, venga fatta preventivamente, da lui e non dal Presidente della Repubblica, quanto meno una valutazione sul possesso di determinati requisiti ed una conseguente scelta dei Ministri candidati . Il che comporterebbe automaticamente , nella proposta , l’accendersi di un vincolo etico-giuridico fra Presidente che sceglie e propone e Ministri prescelti e proposti Con ovvie conseguenze giuridiche ed organizzative sulle quali in questo momento non è il caso di soffermarsi!

Inoltre non avrebbero più senso il vecchio affidamento dell’incarico da parte del Presidente della Repubblica e nemmeno la patetica nomina di un Presidente Incaricato o di un incarico esplorativo !

Ecco perché, a mio modesto parere, nasce veramente adesso la Seconda Repubblica e non hanno più senso alcuno i richiami ai vecchi riti delle “consultazioni“, ormai superati e resi inutili almeno in questa prima fase, già lanciati, provocatoriamente, anche da autorevoli organi di informazione.

Concludiamo tuttavia con una ipotesi di scuola : Poniamo che il Governo, il quale deve sottoporsi al giudizio delle Camere , non ottenga la fiducia .. Allora sì , che in questo caso il Presidente della Repubblica deve attivare i vecchi rituali delle consultazioni perché è prevalente il superiore interesse della Nazione e della sua governabilità, nel tentare di comporre dissidi e incomprensioni , facendo ricorso al suo potere di persuasione per la soluzione positiva della eventuale crisi !

Santo Ch (21/04/2008)

Alcune idee per talune iniziative di riforma della P.A.

Se è ancora valido il principio scolastico secondo cui le norme costituzionali si distinguono in precettive e programmatiche , onde fu possibile la definizione bizantina che ritenne precettiva la prima metà dell’art.40 Cost. ( Il diritto di sciopero si esercita ) e programmatica la seconda parte ( nell’ambito delle leggi che lo regolano ) , allora è opportuno far ricorso a un tale aureo principio per superare in parte il paludoso iter delle riforme costituzionali e i suoi mille trabocchetti non solo di tempi e di iter , affidandosi il più possibile a leggi ordinarie che hanno almeno il pregio di una maggiore immediatezza di approvazione e attuazione. Facciamo alcuni esempi Pregiudiziale è intanto chiarire in ogni caso con legge che cosa significa Nazione . E se ha lo stesso significato , se cioè è sempre la stessa Nazione quando si riferisce al Capo dello Stato (art. 87) , ai membri del Parlamento ( art. 67 ) , ai pubblici impiegati ( art. 98 ) o al suo Patrimonio ( art. 9 ). Forse si supererebbero tanti gratuiti e farisaici equivoci ! E se , in ogni caso , Nazione è giuridicamente cosa diversa da Paese ! Riferiamoci tanto per cominciare ad alcuni specifici articoli della Costituzione. Art.5 Il più ampio decentramento amministrativo : Si cominci con il chiarire espressamente che l’adeguamento dei metodi “ alle esigenze della autonomia e del decentramento “ debba sempre ispirarsi al principio di sussidiarietà secondo cui : “ Come non è lecito sottrarre agli individui ciò che essi possono compiere con le loro forze e di loro iniziativa per trasferirlo alla comunità, così è ingiusto affidare ad una maggiore e più alta società quello che le minori e inferiori comunità possono fare. L’oggetto naturale di qualsiasi intervento della società è quello di aiutare ( subsidium afferre ) le membra del corpo sociale , non già di distruggerle. “ ( Quadragesimo anno ) Si pensi a quante profonde innovazioni si potrebbero dar vita applicando razionalmente un tale principio in una nuova organizzazione dello Stato , sia in direzione Stato-Regioni-Comuni, sia in direzione Pubblico-Privato ! Art. 92 Nomina dei Ministri e del Presidente del Consiglio dei Ministri Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio e su proposta di questi i Ministri. Con legge ordinaria venga chiarito il valore politico, i contenuti e le modalità della PROPOSTA , ( che presuppone una previa valutazione ed una scelta da un lato ; ed una adesione e una dichiarazione di fedeltà dall’altro ) e che perciò lega fiduciariamente ogni singolo Ministro al suo Presidente del Consiglio. che è il Capo dell’esecutivo e quindi del Governo ( non quindi un par inter pares ,come sostenuto fin qui anche da luminari ) ; al quale Governo nel suo complesso è prevista la fiducia o sfiducia delle Camere. Se viene invece meno il vincolo di fiducia tra un singolo Ministro e il suo Presidente ( che lo ha prescelto e perciò proposto), è a questi che spetta la dichiarazione di sfiducia e con essa il conseguente scioglimento del vincolo, la revoca e la destituzione individuale dall’incarico! Salve ovviamente le doverose comunicazioni per gli adempimenti e prese d’atto di competenza per il Parlamento ed il Capo dello Stato. E’ una soluzione logica oltre che ragionevole , e decisamente funzionale! Si consentirebbe di superare il ricorso a tante teatrali soluzioni ,che spesso hanno il sapore della ipocrisia . Art. 95 La politica del Governo e le sue funzioni Il Presidente del Consiglio dei Ministri  dirige la politica generale del Governo ,  mantiene l’unità di indirizzo politico e amministrativo  promuovendo e coordinando l’attività dei Ministri. Si affidi alla Legge ordinaria chiarire il senso politico e giuridico della cosiddetta attività di direzione generale della politica del Governo e cioè del Paese, di tutto il Paese , e di promozione e coordinamento delle attività dei vari Ministri oltre che del mantenimento della UNITARIETA’ della politica generale..( Promuovere , Dirigere , Mantenere l’indirizzo , Coordinare ). Si chiarisca insieme che l ‘unità di indirizzo politico si riferisce insieme a tutte le strutture in cui si articola e si organizza lo Stato. Centrale e Locale ( anche con riferimento quindi all’attuazione degli art. 117 e seguenti della Costituzione , comprese le norme sul federalismo fiscale !. ) . Art.95 comma terzo Ordinamento dei Ministeri : Numero,attribuzioni , organizzazione dei Ministeri .E della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ già previsto che vi si debba provvedere la Legge ordinaria. Per intanto occorre anzitutto sancire formalmente la distinzione classica che individua i Ministeri ,secondo funzioni e necessità, in a ) Ministeri di mantenimento e d’ordine b ) Ministeri economici c ) Ministeri di benessere . Avremmo così A ) 1 – Interni , 2 Giustizia ; 3 – Difesa , 4 -Esteri B) economici : ripartibili , occorrendo , eventualmente in 5) -Entrate ( Finanze : reperimento delle risorse ) , 6)- Spese (Tesoro : pianificazione e ripartizione delle risorse ; valuta) e volendo anche in 7)- Programmazione;( pianificazione, coordinamento, controllo, verifica degli investimenti e dei risultati) C) a questi, massimo sette , “ Ministeri di Gabinetto “, si potrebbe aggiungere ad esempio un 8) -“ Grandi infrastrutture “ ( progettazione, coordinamento, controllo e verifica delle grandi opere civili , aeree , marittime e di collegamento informatico ). All’occorrenza se ne potrebbe creare qualche altro ancora , di volta in volta , temporaneo e di scopo o di progetto-obbiettivo ( Ministeri di missione ) in funzione di precise scelte politiche – programmatiche fatte dal Governo secondo specifiche motivate esigenze di interventi diretti , da sopprimere al raggiungimento degli obiettivi per cui furono istituiti . . Questo soprattutto se il Governo sceglie , come metodo di lavoro , quello di governare per precisi PROGETTI OBBIETTVO , dai contenuti e limiti , anche temporali , predefiniti. Rimangono tutti gli altri attuali Ministeri cosiddetti di BENESSERE ( finora previsti come Ministeri autonomi con portafoglio, che verrebbero soppressi come ministeri dello Stato Centrale ( Sanità, Istruzione, Pesca , Agricoltura ,Ambiente , Industria ,Artigianato , Lavoro etc.). le cui competenze e attribuzioni o già rientrano fra quelle devolute alle Regioni direttamente dalla Costituzione ( comprese quelle a Statuto speciale ) o che si possono ancora totalmente decentrare ad esse dallo Stato centrale, secondo previsione costituzionale ,.e con maggiore razionalità e funzionalità. E questo nello spirito e secondo il principio della SUSSIDIARIETA’.intesa ad avvicinare il più possibile i sevizi dello Stato, Centrale e Locale , ai suoi Cittadini-Utenti! Si rende allora del tutto necessario dare attuazione alla funzione costituzionale , prevista in capo al Governo nazionale, della direzione della politica generale , e quindi dell’indirizzo politico , della promozione e del coordinamento amministrativo. E del controllo e della verifica , come coronamento e completamento della funzione di Governo del Paese! Strumenti organici sarebbero a tal fine i DIPARTIMENTI di indirizzo e coordinamento ( da affidare a ministri senza portafoglio o meglio a Vice-Ministri o anche a semplici Sottosegretari ), quali articolazioni strutturali della Presidenza del Consiglio dei Ministri( in cui si sintetizza e si concretizza il Governo nazionale ) , in numero variabile secondo le esigenze operative e organizzative e secondo la stes
sa previsione costituzionale sull’ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In tal modo i Ministri di Gabinetto , di missione e quelli senza portafoglio ( preposti ai Dipartimenti ) ,non dovrebbero superare complessivamente le 12/ 15 unità . Art. 97 Buon andamento e imparzialità .Competenze, attribuzioni,responsabilità dei funzionari .. Ma mentre , come ci diceva M.S. Giannini , si sono scritti volumi sulla imparzialità , poco si è detto relativamente sul buon andamento Si vuole formalmente affrontare una buona volta e seriamente il tema del “ buon andamento “ ? Chiarirne anzitutto il significato vero ? In che cosa consista , quali i limiti e i contenuti ?. Come si realizza , come si misura , si controlla e come si premia ? E come si sanziona l’andamento “ non buono “ ? Come interferisce con le innovazioni tecnologiche e la loro dinamica ? Non è cosa da poco : qui si tratta di affrontare compiutamente il tema della efficienza e della efficacia dell’azione della P.A.; della sua produttività e della economicità della sua gestione ; della meritocrazia ; dei doveri e non solo dei diritti degli operatori della P.A.; dei premi mirati legati alla produttività effettiva a risultato raggiunto e non a pioggia ; della effettiva responsabilità derivante dall’operato dei vari livelli dei suoi addetti ! E soprattutto della esigenza di chiarire una buona volta il concetto di “ funzionari “ e della loro classificazione . Ma chi sono questi FUNZIONARI ? Che fanno, come si distinguono , come si articolano o che cosa dovrebbero fare ? Come dare effettiva attuazione all’ O.d.G. del Senato che parla di “ ampi poteri decisionali “ da affidare ai dirigenti ? ( vedi odg Senato 26 giugno 1980 ) E non soltanto di quelli delle amministrazioni statali , ma anche di quelli delle autonomie locali ,che sono a più diretto contatto con i Cittadini, con gli Utenti della P.A. ! Non è il caso di riprendere seriamente le soluzioni previste dal sistema delle delle cosiddette Qualifiche Funzionali ? E anche della loro tutela e protezione dalle interferenze, di qualsiasi tipo di interferenza ( dei sindacati soprattutto , delle lobbies , politiche proprie e improprie, come Gabinetti e Segreterie di vario genere o perfino dagli stessi uomini politici etc ) che potrebbero condizionarne l’autonoma ed efficace conduzione della gestione da parte delle strutture amministrative ( ponendo fine finalmente al disastroso fenomeno tanto diffuso delle cosiddette cogestioni irresponsabili )! Quali le competenze ,le attribuzioni , le responsabilità loro proprie e di che cosa ? e come individuarle e da chi? Con quali conseguenze? Al fine anche di ovviare finalmente alle suddette “ cogestioni irresponsabili “ ! E allora , dopo la loro non equivoca individuazione , è doveroso sancire prima di tutto e per legge inequivoca appunto, la NETTA SEPARAZIONE a ) tra la sfera delle scelte politiche ( individuazione degli obbiettivi e dei tempi ,delle disponibilità finanziarie, della emanazione delle direttive generali e di massima per il loro raggiungimento, della scelta delle priorità nella concorrenza fra più obbiettivi ; della vigilanza e della verifica dei risultati e della loro proficuità) : che sono proprie delle autorità politiche ; b ) e per contro , la sfera delle scelte sulla organizzazione e la gestione ( scelte operative e gestionali , che spettano ai Dirigenti ) di tutte le risorse occorrenti per il raggiungimento degli obbiettivi già programmati indicati in sede politica ( risorse umane anzitutto, finanziarie , strumentali , ma anche procedimentali , perché anche il procedimento è una risorsa flessibile per una corretta , tempestiva ed esaustiva gestione del programma ,( nella salvezza ovviamente dei diritti fondamentali ) con costi oggi non sempre facilmente individuabili e quantificabili in tempo e denaro ; e inoltre vigilanza in corso d’opera e occorrendo correzione di rotta; responsabilità dei risultati e della economicità e proficuità della gestione). . Sarà così necessario regolamentare equamente il giudizio sulla responsabilità gestionale , pena il licenziamento , dei Funzionari ( che è cosa diversa ovviamente dalla responsabilità amministrativa -contabile, oltre che di quella penale o civile ,che sono cosa totalmente diversa ! ) affidando ad un organo terzo imparziale , super partes ,sia il relativo procedimento di accusa che quello di difesa in caso di contestazioni formali da parte dei responsabili politici , per il mancato o deficitario raggiungimento degli obbiettivi !. Occorre sintetizzare e specificare in particolare le funzioni dei “ funzionari dirigenti “ in quelle di a) funzioni di direzione, per cui essi sono preposti alle maggiori unità organiche delle Amministrazioni , e le rappresentano ,sono titolari della loro gestione della emanano dei relativi atti esecutivi ( discrezionali, vincolati ed anche definitivi secondo la loro natura giuridica ) b) di consulenza propositiva ( secondo cui essi sono i massimi esperti del settore in cui operano : cesserebbe così il malcostume delle cosiddette , pletoriche e costose consulenze esterne ) c) di vigilanza e costante controllo sull’attuazione del programma anche in corso d’opera e sulla proficuità dei risultati conseguiti ( funzione di monitoraggio ).. . Art. 98 Il servizio esclusivo della Nazione. Va assolutamente chiarito che cosa significa “ servizio esclusivo della Nazione“ : lo spirito di servizio è uno specifico diritto-dovere etico-giuridico dei pubblici dipendenti ? Quali effetti produce su tale diritto-dovere la cosiddetta privatizzazione del rapporto di lavoro? In che cosa consiste ? E poi perché il servizio esclusivo va riferito alla Nazione ? ( vedi sopra sul significato di Nazione ) e non invece al Governo o astrattamente all’Amministrazione ? Non è il caso, a questo punto , di chiarirne bene i relativi contenuti e i limiti ; la relativa rilevanza costituzionale? Siamo comunque di fronte all’annoso e spinoso problema del delicato rapporto fra politica e amministrazione ! Per cui è bene chiarire quale senso dare correttamente alla definizione del Senato che proclamava il Dirigente, nell’o.d.g. citato , “ raccordo naturale tra politica e amministrazione “ E come si rapporta lo spirito di servizio esclusivo della Nazione con quello di raccordo naturale con la politica o ancora con il classico dovere della “ fedeltà “ al superiore gerarchico , che ovviamente la cosiddetta privatizzazione non può aver superato e negato ?! E come si rapporta con il cosiddetto Spoils System, improvvidamente introdotto ? E’ consentibile una concezione proprietaria dei pubblici dipendenti da parte del potere politico o di una loro semplice sudditanza ? ( gli esempi , recenti e non , sono purtroppo significativi! ) Si tenga presente che , come ha già osservato saggiamente un vecchio uomo politico di lungo corso, molto probabilmente ,se si fosse già adottato il criterio della separazione su illustrato, fra politica e amministrazione , “ Mani Pulite “ non sarebbe stato così virulento! Sono solo alcune prime idee, su cui vi prego di riflettere ,semplicemente e senza pregiudizi pensando effettivamente all’interesse della Nazione e del Cittadino che in essa si sostanzia ! E ad una corretta formazione , quasi religiosa ,quanto meno dei Dirigenti , allo autentico spirito di servizio esclusivo della Nazione ! Grazie! Ma credo che sia tutto qui effettivamente “ il Cuore “ della Riforma della P.A.! Almeno , io penso! E come tanti altri ancora ! Se siete interessati , potrei anche procedere alla stesura del relativo articolato Senza nulla pretendere !

Che cosa è NAZIONE

Che cosa è Nazione .

Nel termine Paese emerge una accezione di natura geo-politica: territorio ,popolazione, ordinamento

Il termine Nazione è invece molto più vasto e penetrante , di natura socio-politica .

Nella Costituzione italiana viene usato il termine di Nazione all’art.9 per affermare la tutela del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico , all’art. 67 per proclamare che Essa è rappresentata dai membri del Parlamento , all’art. 87 per proclamare che il Capo dello Stato rappresenta l’ unità  nazionale e infine proprio all’art. 98 per sottolineare solennemente che i Pubblici Dipendenti sono al servizio esclusivo della Nazione !

E’ quindi il Popolo , non la popolazione,che essenzialmente emerge ed è al centro del termine Nazione , quale soggetto titolare , nel suo perpetuo e perenne divenire , nel suo passato , nel suo presente e nel suo futuro, di un complesso patrimonio storico ,linguistico, culturale ,artistico, religioso ,di quel complesso di tradizioni che lo caratterizzano e che fanno sì che esso Popolo sia quel Popolo e non altri ; ma che è anche ed insieme titolare di un complesso di bisogni, di esigenze e di frustrazioni, di speranze e di esaltazioni che ne scandiscono i momenti storico-evolutivi.

Questo è Nazione e questo è ciò al cui servizio esclusivo è posto soprattutto il Dirigente!

Santo Ch (01/03/2008)

Risposta a LoBianco

A.V.S. Roma 25gennaio 2008

Dott. G.C. Lo Bianco

Carissimo GianCarlo,

rispondo alla tua del 17 c.m. ringraziandoti anzitutto .per la risposta , ma soprattutto per il suo contenuto .

Credimi , per me è stata come una boccata di ossigeno !

Hai ben compreso lo spirito della iniziativa che dovrebbe caratterizzare l’azione dei VIDONIANI !

Ad oggi ho spedito una quarantina circa di lettere : avete fin qui risposto per iscritto in due : tu ( e la tua è molto argomentata ) e …..Cassese , che però si riserva di sentire anche Quaranta , per chiarire ovvie ragioni di compatibilità con la carica ! Ma intanto ci prende sul serio :

Scontato l’assenso di Gaspari ( che anzi comincia a darci una impegnativa valida mano ) ho avuto finora il consenso telefonico di altri cinque amici ( compreso il sen. Zanda ) . Attendo però fiducioso anche altre risposte che non esito definire di peso come quella di Frattini.

Tu mi dici che ben venga una iniziativa di rilancio del “ simbolo “ delle riforme amministrative del nostro Paese ,per ridare dignità ad una funzione pubblica bistrattata e vilipesa oltre i suoi demeriti .

Sento vibrare nelle tue parole la mia stessa passione , il mio desiderio del suo rilancio, a cominciare dalla riscoperta della “ vera dirigenza “ ,quale autentico “ raccordo naturale fra politica ed amministrazione “ , nella razionale distinzione dei ruoli fra chi fa scelte politiche sugli obbiettivi e ne dà direttive generali e tempi , e chi invece ha la responsabilità di organizzare tutte le risorse occorrenti ( umane, finanziarie, strumentali e perfino procedimentali ) per il loro raggiungimento. Che è il cuore della vera riforma !

Ma in che modo ? Nel nostro ultimo incontro ho lanciato timidamente l’idea di un sito internet ( o qualcosa di simile ) “ I VIDONIANI “ ,in cui esporre e dibattere pubblicamente le nostre idee maturate in anni di studio e di esperienze, formatesi alla grande scuola di Chi ci ha insegnato ad operare “ con spirito di servizio “ , alla luce dell’art.98 della Costituzione !

Che ne pensi ? Entreresti eventualmente a far parte del relativo corpo redazionale ? Ci conto . O hai invece altre proposte alternative da suggerire ?

Ti sono grato in ogni caso per aver risposto all’appello e per l’attenzione che mi dedichi .. Vivissime cordialità.